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Giovani in bilico: l'adolescenza 

Analisi e strategie di supporto

di Francesco Pungitore*

 

L'adolescenza può definirsi come un viaggio complesso nel quale i giovani si confrontano con le rapide trasformazioni che coinvolgono il corpo, la mente e le relazioni sociali. Dal punto di vista scientifico-psicologico, l'adolescenza è considerata un periodo di transizione in cui si verificano importanti cambiamenti a livello neurobiologico e psicologico. Durante questa fase, i giovani sperimentano una maggiore ricerca di indipendenza, identità e autonomia, insieme a una crescente consapevolezza di sé e del proprio ruolo nella società. In questo delicato periodo di transizione, emergono sfide significative: l'isolamento, la confusione e il desiderio di trovare un “senso” (di appartenenza, della propria vita) diventano temi centrali.

Isolamento e connettività

In un'epoca dominata dalla tecnologia, l'isolamento assume nuove forme. Se, da un lato, i social media offrono opportunità senza precedenti di connessione, dall'altro possono alimentare sentimenti di solitudine e inadeguatezza. Gli adolescenti si trovano spesso a navigare in un mare di confronti sociali, dove le rappresentazioni idealizzate della vita altrui possono minare autostima e senso di appartenenza.

 

La confusione dell'identità

L'adolescenza è anche un periodo di intensa ricerca identitaria. La pressione di definirsi può generare confusione, specialmente in un mondo che richiede costantemente di etichettare e categorizzare. Questa fase della vita vede i giovani alle prese con domande esistenziali, spesso senza risposte immediate, alimentando così un senso di disorientamento e vulnerabilità.

 

Pressioni quotidiane e transizione all'età adulta

Le aspettative scolastiche, le pressioni sociali e la prospettiva di dover presto prendere decisioni significative riguardo al futuro contribuiscono a creare un carico emotivo non indifferente. L'incertezza riguardo al proprio posto nel mondo, unita alla paura di non essere all'altezza delle aspettative, può sfociare in ansia e stress, complicando ulteriormente il percorso verso l'autonomia e l'indipendenza.

 

Relazioni interpersonali: un labirinto di emozioni

Le relazioni diventano più complesse durante l'adolescenza. Il dover affrontare amicizie, amori e adulti richiede un delicato equilibrio tra il bisogno di indipendenza e la ricerca di sostegno. Le dinamiche interpersonali possono essere fonte di gioia, ma anche di profonda frustrazione e incomprensione, esponendo gli adolescenti a un'ampia gamma di emozioni spesso nuove e intense.

 

Cambiamenti

Da un punto di vista biologico, questa età è segnata da una rapida crescita e da cambiamenti fisiologici significativi, che influenzano profondamente il comportamento e l'esperienza del mondo da parte del giovane. Le neuroscienze, negli ultimi anni, hanno contribuito enormemente alla comprensione di questo complesso periodo, svelando come i cambiamenti nel cervello adolescenziale siano fondamentali per interpretare le caratteristiche comportamentali e psicologiche tipiche di questa fase.

 

Il cervello in crescita

Durante l'adolescenza, il cervello subisce un processo di maturazione e riorganizzazione senza precedenti. Questo periodo vede una significativa “potatura sinaptica”, un processo selettivo di riduzione delle sinapsi, che rende il cervello più efficiente. Le aree del cervello che subiscono i maggiori cambiamenti includono la corteccia prefrontale, centro del pensiero critico, della pianificazione e del controllo degli impulsi e il sistema limbico, che regola le emozioni e le risposte agli stimoli di piacere. La maturazione asincrona di queste aree cerebrali contribuisce a spiegare alcuni comportamenti tipici dell'adolescenza, come la ricerca del brivido, la sensibilità alle influenze sociali e la tendenza ad agire sotto impulso emotivo. La corteccia prefrontale, che aiuta a regolare le decisioni e i comportamenti impulsivi, è tra le ultime aree a maturare, il che può portare a scelte rischiose e alla sperimentazione di comportamenti pericolosi tipici di questa età.

 

Pubertà ed emozioni

La pubertà segna l'inizio dell'adolescenza, con una cascata di cambiamenti ormonali che hanno un impatto profondo non solo sul corpo ma anche sul comportamento e sulle emozioni. Gli ormoni sessuali, come estrogeni e testosterone, non influenzano solo lo sviluppo fisico, ma agiscono anche sul cervello, modulando l'umore e la percezione sociale. Questi cambiamenti ormonali possono amplificare le reazioni emotive e contribuire alla percezione intensificata di stress e pressione sociale, comuni in questa fase della vita.

 

Sviluppo sociale e cognitivo

L'adolescenza è anche un periodo critico per lo sviluppo sociale e cognitivo. Le interazioni con coetanei e adulti giocano un ruolo cruciale nel modellare le abilità sociali, cognitive ed emotive. La ricerca ha dimostrato che le esperienze sociali durante l'adolescenza possono influenzare la struttura e la funzione cerebrale, evidenziando l'importanza dell'ambiente e delle esperienze vissute in questo periodo critico di sviluppo.

 

Neuroplasticità

La neuroplasticità, o la capacità del cervello di cambiare in risposta all'esperienza, è particolarmente elevata durante l'adolescenza. Questo rende il periodo adolescenziale una finestra di opportunità per l'apprendimento e lo sviluppo, ma anche una fase in cui il cervello è particolarmente sensibile agli impatti negativi, come lo stress, l'abuso di sostanze e i traumi. Pertanto, l'adolescenza rappresenta un periodo critico non solo per la comprensione dei rischi ma anche per l'intervento e il supporto al fine di promuovere traiettorie di sviluppo positive.

 

Strategie di supporto

Dalla comprensione approfondita delle sfide e dei cambiamenti che caratterizzano l'adolescenza, emerge la necessità di un approccio multiforme per sostenere efficacemente i giovani in questo cruciale periodo di transizione. Innanzitutto, un dialogo aperto e costruttivo è fondamentale per comprendere le preoccupazioni, le aspettative e le esperienze degli adolescenti. Ascoltare attivamente e senza giudizio incoraggia i giovani a esprimersi, rafforzando il legame di fiducia e offrendo l'opportunità di guidarli attraverso le sfide che affrontano. La comunicazione empatica supporta l'elaborazione delle emozioni complesse e favorisce l'autoriflessione. Peraltro, mentre gli adolescenti cercano indipendenza e autonomia, è importante bilanciare questo desiderio con la guida e il supporto appropriati. Aiutare i giovani a stabilire obiettivi realistici, a prendere decisioni informate e a sviluppare competenze per la risoluzione dei problemi può prepararli meglio per le sfide future. Incoraggiare l'autonomia dentro un quadro di supporto aiuta a costruire fiducia in se stessi e resilienza.

 

L’autostima

L'autostima, il senso di valore e fiducia in se stessi, è un pilastro fondamentale per il benessere durante l'adolescenza. Questa fase della vita, con i suoi numerosi cambiamenti fisici, emotivi e sociali, può mettere a dura prova la percezione che i giovani hanno di se stessi. Sostenere l'autostima degli adolescenti richiede un approccio attento e multidimensionale, incentrato su ascolto, accettazione e incoraggiamento. È importante promuovere ambienti in cui si celebrano la diversità e l'unicità individuale, riconoscendo che ognuno ha qualità e talenti che meritano di essere valorizzati. Gli adulti di riferimento, sia in famiglia che a scuola, giocano un ruolo cruciale nel rafforzare l'autostima degli adolescenti attraverso il riconoscimento dei loro successi, l'incoraggiamento di fronte alle sfide e la risposta con feedback costruttivi che enfatizzano i punti di forza piuttosto che i fallimenti. L'incoraggiamento a ricercare interessi, a partecipare ad attività che riflettono le proprie passioni e a stabilire obiettivi personali può anche contribuire a costruire una solida autostima. Inoltre, insegnare agli adolescenti tecniche di pensiero positivo li aiuta a navigare attraverso le critiche e i confronti, spesso intensificati dai social media, mantenendo un'immagine di sé salda e positiva. Sostenere l'autostima nell'adolescenza non solo migliora il benessere presente, ma getta le basi per lo sviluppo di adulti capaci di affrontare le sfide della vita con fiducia.

 

Conclusioni

Attraverso l'analisi delle dinamiche psicologiche, biologiche e sociali che caratterizzano l'adolescenza, emerge chiaramente la complessità di questa fase di transizione. Gli adolescenti si trovano ad affrontare un mare di cambiamenti, sfide e scoperte, spesso senza una bussola affidabile che li guidi. In questo viaggio, il ruolo degli adulti - genitori, educatori, professionisti della salute mentale e membri della comunità - diventa di vitale importanza. La grande responsabilità che appartiene a questi attori chiave è quella di fornire un supporto che sia al tempo stesso solido e flessibile, in grado di adattarsi alle esigenze uniche di ogni giovane. È fondamentale sottolineare che per accompagnare gli adolescenti verso un futuro di benessere, gli adulti sono chiamati a praticare un ascolto attivo e senza pregiudizi, a fornire una guida che sia empatica e incoraggiante, e a costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca. Questo approccio permette ai giovani di sentirsi visti, ascoltati e valorizzati per quello che sono, oltre che per ciò che possono diventare. Gli adulti devono resistere alla tentazione di appiattire le complessità dell'adolescenza su immagini stereotipate che rischiano di ridurre i giovani a semplici caricature. Invece, è essenziale riconoscere e celebrare la ricchezza e la diversità delle esperienze adolescenziali, accogliendo con apertura le molteplici sfaccettature dell'identità e del percorso di crescita di ogni individuo. Chiedere quale musica ascolta, condividere insieme quelle melodie e discutere i testi di un cantante preferito potrebbe sembrare un gesto semplice, ma rappresenta un primo passo significativo verso l'avvicinamento a un adolescente chiuso in se stesso.

 

*giornalista professionista, docente di Filosofia, Storia, Scienze Umane e Tecniche di Comunicazione con Perfezionamento post-laurea in Tecnologie per l’Insegnamento e Master in Comunicazione Digitale. Direttore Tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale

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