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Google Genesis: un’intelligenza artificiale che scrive news

Tra sostituzione e supporto, tempi duri per i giornalisti

di Francesco Pungitore*

 

Da quando Nellie Bly, icona del giornalismo investigativo, scriveva le sue clamorose inchieste alla fine del XIX secolo, il panorama giornalistico ha subito cambiamenti radicali. Le penne d'inchiostro e i fogli di carta hanno ceduto il passo a tastiere e schermi, e le redazioni si sono trasformate in frenetici hub digitali. Oggi, però, il settore sta affrontando un cambiamento ancora più rivoluzionario: l'avvento dell'intelligenza artificiale. Google, il gigante della tecnologia, è in prima linea in questa nuova era, puntando a ridefinire non solo come le notizie vengono scritte, ma anche come vengono lette e comprese. Nonostante le preoccupazioni e le critiche, ci troviamo all'alba di una nuova era.

La notizia che ha fatto il giro del mondo nelle ultime ore si chiama “Genesis” ed è la nuova intelligenza artificiale di Google capace di scrivere articoli sostituendo completamente i giornalisti. Questo rivoluzionario strumento, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe destato grande sorpresa tra i dirigenti del settore per la sua abilità di “produrre notizie accurate e ingegnose”. 

Una collaborazione o una sostituzione?

Sebbene l'immagine di robot ai comandi delle redazioni sembri allarmante, i dirigenti di Google si sono affrettati a chiarire il vero obiettivo di Genesis. L'intenzione, infatti, sarebbe quella di supportare i giornalisti, piuttosto che sostituirli. Genesis potrebbe offrire ai redattori opzioni per i titoli e vari stili di scrittura, ottimizzando così il loro lavoro e la loro produttività.

Il colosso tecnologico ha dichiarato di voler offrire uno strumento di intelligenza artificiale che assista i giornalisti, in particolare quelli appartenenti ai piccoli editori. “Questi strumenti non intendono e non possono sostituire il ruolo essenziale che i giornalisti hanno nel riferire, creare e verificare i loro articoli”, ha sottolineato un portavoce di Google. Rimane tuttavia nebuloso come Genesis intenda realmente inserirsi nel settore.

 

La dimostrazione

Recentemente, Google ha svelato Genesis a una selezionata platea di manager di New York Times, Washington Post e Wall Street Journal. Questo prodotto sperimentale, basato sull'intelligenza artificiale, è in grado di raccogliere informazioni e generare news, agendo come “assistente personale” per i giornalisti. Genesis avrebbe quindi il potenziale di automatizzare molti compiti, liberando tempo per altre attività.

 

Una prospettiva preoccupante

Nonostante le rassicurazioni di Google, la possibilità che l'IA possa sostituire i giornalisti è un'eventualità che inizia a profilarsi all'orizzonte. Recentemente, Axel Springer, uno dei più grandi editori tedeschi, ha annunciato l'intenzione di sostituire alcuni compiti svolti dai propri redattori con l'IA, licenziando in massa.

Nella generale ondata di sdegno che si è sollevata dopo l'annuncio di Springer, la sottolineatura è andata sul valore dell'etica, dell'accuratezza, della responsabilità e della correttezza, pilastri dell'editoria che solo un essere umano può garantire. Strumenti di IA generativa, pur avendo enormi potenzialità, potrebbero mancare di affidabilità, trasparenza e responsabilità, elementi fondamentali nel giornalismo. Pertanto, nonostante i vantaggi economici possano apparire attraenti, l'adozione di tali tecnologie dovrebbe essere attuata con grande prudenza. Il futuro dei media potrebbe essere dietro l'angolo, ma l'equilibrio tra l'innovazione tecnologica e il rispetto dei principi deontologici fondamentali del giornalismo sarà cruciale.

 

Investimenti di Google nell'intelligenza artificiale

Google ha dedicato un intero centro di ricerca e sviluppo, denominato Google AI, per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. L'azienda si è impegnata a creare una serie di strumenti e modelli di IA specificamente progettati per il giornalismo. Uno di questi è Google News Showcase, una piattaforma che offre la possibilità ai giornali di distribuire contenuti premium, quali articoli, video e podcast. Questa piattaforma è già operativa in numerose nazioni, fra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Un altro strumento significativo messo a disposizione da Google è il suo noto motore di ricerca, Google Search, attualmente il più utilizzato al mondo. Sempre più integrato con l’intelligenza artificiale, può essere utilizzato per ricercare notizie provenienti da una vasta gamma di fonti, che spaziano dai giornali ai siti web, fino ai social media.

Google ha anche sviluppato Google Trends, uno strumento di analisi che permette di esaminare le tendenze delle ricerche su Google. Questo strumento può essere usato per individuare quali notizie stanno riscuotendo maggiore popolarità in un determinato periodo di tempo.

 

Bard: il modello linguistico di Google AI

Un altro impressionante prodotto di Google AI è Bard, un Grande Modello Linguistico (LLM) attualmente in fase di sviluppo. Bard è un'intelligenza artificiale capace di generare testo, tradurre lingue e produrre vari tipi di contenuti creativi, nonché di rispondere alle domande in modo completo e informativo. Questo modello ha imparato a eseguire un'ampia gamma di compiti, tra cui rispondere alle domande dell'utente in modo preciso e dettagliato, generare testi creativi in vari formati - come poesie, codice, script, brani musicali, email e lettere - e soddisfare tutte le esigenze dell'utente.

L'impiego di Bard nel giornalismo potrebbe aprire nuove strade. Potrebbe essere utilizzato per generare notizie brevi, scrivere articoli di approfondimento, tradurre articoli da una lingua all'altra, raccogliere e sintetizzare informazioni da diverse fonti, o rispondere alle domande dei lettori. Ma il potenziale di Bard va oltre: potrebbe essere utilizzato per creare nuovi tipi di contenuti giornalistici, come podcast, video e fumetti.

L'introduzione di Bard nel mondo del giornalismo potrebbe rivoluzionare il modo in cui le notizie sono create e consumate. Questo modello può assistere i giornalisti nella creazione di contenuti più accurati, coinvolgenti e accessibili, ma anche aiutare i lettori a comprendere meglio il mondo che li circonda. Google, con Bard, punta a ridefinire non solo come le notizie vengono scritte, ma anche come vengono lette e comprese.

 

Conclusioni

L'impiego dell'intelligenza artificiale nel mondo del giornalismo sta diventando sempre più esteso. Google, attraverso il suo centro di ricerca Google AI, si pone all'avanguardia in questo settore, sviluppando strumenti come Genesis e Bard per supportare i giornalisti nel loro lavoro. Nonostante i timori di una sostituzione umana, l'obiettivo dichiarato di Google è quello di offrire strumenti di supporto per migliorare la produttività e la qualità dei contenuti.

I modelli di intelligenza artificiale come Genesis e Bard promettono di rivoluzionare il modo in cui le notizie sono scritte e consumate. Sebbene esistano preoccupazioni legittime sulla loro affidabilità e sulla necessità di mantenere i principi di etica, accuratezza, responsabilità e correttezza nel giornalismo, l'impegno di Google è, almeno formalmente, indirizzato verso il miglioramento del lavoro giornalistico piuttosto che nella direzione della sostituzione del personale umano.

Le applicazioni di questi modelli di intelligenza artificiale sono molteplici: dalla generazione di notizie brevi alla scrittura di articoli di approfondimento, dalla traduzione di articoli alla raccolta e sintesi di informazioni da diverse fonti. Tuttavia, sarà fondamentale mantenere un equilibrio fra l'automazione e l'essenziale ruolo umano nel creare, verificare e contestualizzare le notizie.

L'avventura dell'intelligenza artificiale nel mondo del giornalismo è appena iniziata e, se guidata con responsabilità ed etica, promette di portare numerosi vantaggi sia ai giornalisti che ai lettori.

 

*giornalista professionista, docente di Filosofia, Storia, Scienze Umane e Tecniche della Comunicazione con Perfezionamento post-laurea in Tecnologie per l’Insegnamento e Master in Comunicazione Digitale

 

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