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L'intelligenza artificiale in classe

Dalle strategie alla pratica, a scuola con ChatGPT

di Francesco Pungitore*

 

L'evoluzione digitale ha ormai raggiunto ogni settore della nostra società, e l'istruzione non fa eccezione. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, il tema ricorrente è quello del possibile ingresso dell’intelligenza artificiale in classe. Quali modelli utilizzare? Per quali obiettivi didattici? La Commissione europea, con il suo Piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027, ha delineato una roadmap chiara per l'integrazione della tecnologia nell'ambito educativo. Parallelamente, la Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale, emanata dal ministero dello Sviluppo economico, sottolinea l'importanza di riprogettare il curriculum scolastico, enfatizzando l'apprendimento nel campo dell'Intelligenza Artificiale e dei dati. Questo nuovo approccio didattico richiede investimenti significativi, non solo in termini economici ma anche in formazione e aggiornamento delle competenze di studenti e docenti.

La visione del ministro Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso una visione chiara riguardo al futuro della didattica. Secondo Valditara, l'educazione digitale non dovrebbe limitarsi alla mera conoscenza delle nuove tecnologie, ma dovrebbe abbracciare un approccio olistico che comprenda l'uso responsabile della tecnologia, la cybersicurezza e l'acquisizione di competenze digitali avanzate. L'obiettivo? Preparare gli studenti alle sfide del futuro, coltivando i loro talenti attraverso un'istruzione all'avanguardia.

 

ChatGPT: come introdurlo in classe

Ma come possiamo concretamente integrare l'Intelligenza Artificiale in classe? Una risposta potrebbe venire da ChatGPT. Prima di tutto, è essenziale che docenti e studenti comprendano come funziona un sistema come ChatGPT. Una volta acquisita questa consapevolezza, le potenzialità didattiche sono infinite. Si potrebbe, ad esempio, stimolare la creatività degli studenti incoraggiandoli a creare racconti o testi di canzoni con l'aiuto dell'IA. Inoltre, ChatGPT potrebbe rivelarsi un prezioso strumento per l'apprendimento delle lingue straniere. Gli studenti potrebbero interagire con il sistema per migliorare la loro grammatica, arricchire il proprio lessico o imparare modi di dire tipici dei madrelingua. Ma non solo.

 

Consigli pratici

Ecco una lista di possibili attività da svolgere a scuola con il famoso chatbot di OpenAI.

  • Scrivere racconti: gli studenti possono utilizzare ChatGPT per generare idee o sviluppare trame per storie originali. Questa attività va intesa come uno stimolo alla creatività.
  • Esercitazioni in lingua: gli studenti possono dialogare con ChatGPT in una lingua straniera, migliorando le loro capacità conversazionali. L'interazione continua con un “madrelingua virtuale” può accelerare l'apprendimento linguistico.
  • Correzione e suggerimenti su temi svolti: gli studenti possono sottoporre i loro scritti a ChatGPT per ricevere feedback sulla grammatica e lo stile. Una attività che può aiutare a rafforzare le competenze linguistiche e la consapevolezza grammaticale.
  • Ricerca e approfondimento: gli studenti possono porre domande specifiche a ChatGPT su argomenti di studio per ottenere informazioni dettagliate. Un modo per integrare e arricchire le risorse didattiche tradizionali.
  • Esercizi di programmazione: gli studenti di informatica possono interagire con ChatGPT per risolvere dubbi o problemi di codice. Questa attività può accelerare l'apprendimento e aiutare a superare ostacoli nella programmazione.
  • Dibattiti: gli studenti possono utilizzare ChatGPT per scoprire diversi punti di vista su un argomento e prepararsi per dibattiti in classe. In questo caso, l’obiettivo è quello di rafforzare le capacità di argomentazione e critica.
  • Esercizi di matematica e/o economia: gli studenti possono sottoporre problemi matematici o di economia aziendale a ChatGPT e discutere le soluzioni proposte. Un modo per chiarire concetti complessi e a visualizzare soluzioni.

 

Supporto per alunni BES, DSA e H

ChatGPT può rappresentare una risorsa preziosa anche per le attività in classe con gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e alunni con disabilità (H).

  • Personalizzazione dell'apprendimento: ChatGPT può essere configurato per rispondere alle esigenze individuali degli studenti, offrendo spiegazioni alternative o ulteriori esempi su argomenti specifici. Per gli studenti DSA, ad esempio, può fornire definizioni chiare e concise, aiutando nella comprensione di concetti complessi.
  • Esercizi di lettura e scrittura: gli studenti con difficoltà di lettura o scrittura possono interagire con ChatGPT per migliorare queste competenze in un ambiente privo di giudizio. Il sistema può leggere ad alta voce testi per gli studenti, aiutandoli a riconoscere e comprendere le parole, o suggerire correzioni in tempo reale durante la scrittura.
  • Supporto emotivo: ChatGPT può essere utilizzato come uno strumento di ascolto, offrendo risposte neutre e informative. Gli studenti più a disagio nel condividere le loro preoccupazioni con adulti o coetanei potrebbero trovare facilità nell’interagire con un sistema di IA.

In breve, incorporando ChatGPT nel supporto educativo per questi studenti, si può offrire un aiuto mirato e personalizzato, garantendo un'istruzione inclusiva per tutti.

 

Verso una didattica integrata uomo-macchina

L'intelligenza artificiale, con le sue potenzialità quasi illimitate, sta aprendo nuove frontiere nell'ambito dell'istruzione, proponendosi come uno strumento capace di rendere l'apprendimento più dinamico, personalizzato e coinvolgente. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la tecnologia, per quanto avanzata, non può e non deve cancellare il ruolo insostituibile del docente. L'IA può essere un alleato prezioso, ma la vera essenza dell'istruzione risiede nel rapporto umano tra insegnante e studente.

Il docente rimane la figura centrale in questo nuovo panorama didattico. Se da un lato l'IA può offrire risposte immediate, analisi dettagliate e personalizzazioni dell'apprendimento, dall'altro solo un educatore umano può comprendere profondamente le emozioni, le sfide e le aspirazioni di ogni singolo studente. L'empatia, l'ascolto attivo e la capacità di motivare e ispirare non sono qualità replicabili da una macchina.

In questo contesto, gli insegnanti sono chiamati a rafforzare e ampliare le loro competenze relazionali. L'IA può liberare tempo e risorse, permettendo al docente di concentrarsi maggiormente sull'aspetto umano dell'insegnamento, ascoltando e comprendendo le esigenze individuali degli studenti e guidandoli in un percorso di crescita sia personale che scolastica.

Mentre ci avviamo verso una didattica sempre più integrata tra uomo e macchina, è essenziale che l'istruzione rimanga centrata sull'umano. L'Intelligenza Artificiale rappresenta una risorsa straordinaria, ma il cuore di ogni scuola batte grazie alla passione, alla dedizione e all'umanità dei docenti. Sfruttando al meglio le potenzialità dell'IA, i docenti possono elevare la qualità dell'insegnamento, garantendo un'istruzione che non solo trasmette conoscenza, ma forma individui consapevoli, critici e pronti ad affrontare le sfide del futuro.

 

*giornalista professionista, docente di Filosofia, Storia, Scienze Umane e Tecniche della Comunicazione con Perfezionamento post-laurea in Tecnologie per l’Insegnamento e Master in Comunicazione Digitale. Direttore Tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale

 

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