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Threads: cos’è e come funziona l'alternativa di Meta a Twitter 

La sfida miliardaria tra Zuckerberg e Musk sul ring dei social media

di Francesco Pungitore*

 

Nell'attuale clima di insoddisfazione che serpeggia tra gli utenti di Twitter, Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, ha lanciato Threads. L'app, una vera e propria alternativa a Twitter, da oggi è disponibile negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma non in Europa. Gli utenti che un tempo amavano Twitter per le sue breaking news, le analisi informate e gli aggiornamenti istituzionali in tempo reale, recentemente sono stati delusi da un'infinità di contenuti superflui, pubblicità inutili e dalla decisione del nuovo proprietario, Elon Musk, di premiare con l'autenticità delle spunte blu solo chi paga per il servizio. In questo scenario, Meta ha lanciato la sua sfida.

La sfida tra Zuckerberg e Musk

Non c'è mai stata grande simpatia tra Elon Musk e Mark Zuckerberg, che si sono ripetutamente sfidati a distanza. Ma adesso, con il lancio di Threads, si è passati dalle parole ai fatti. “Facciamolo. Benvenuto in Threads” ha scritto il CEO di Meta e fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, nel suo primo post sulla nuova piattaforma. A seguito del lancio, Threads ha registrato dieci milioni di abbonati nelle prime sette ore.

 

Threads: un nuovo rivale in campo

Progettata da Meta per mesi con il nome in codice “Project 92”, Threads è stata lanciata come risposta alle attuali difficoltà di Twitter. Threads offre una serie di vantaggi, tra cui la sua enorme base di utenti e le sue solide relazioni con gli inserzionisti. Inoltre, gli utenti possono seguire tutti gli account pubblici senza approvazione del proprietario e i post sono limitati a 500 caratteri - più del limite di 280 di Twitter. Ogni utente Instagram potrà utilizzare lo stesso account per Threads, importando la lista di coloro che segue.

 

Un'app rivoluzionaria con connessioni decentralizzate

Threads promette di distinguersi da altri social media attraverso la sua capacità di connettersi a reti sociali federate e decentralizzate come Mastodon, conosciute come “fediverse”. Questa caratteristica rende Threads unico nel suo genere e segna un passo importante nel mondo dei social media.

 

Aspettando l'Europa

Sebbene Threads sia già disponibile da oggi in oltre 100 paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Canada e Giappone, accesso negato in Europa a causa delle restrizioni sulla privacy. Le leggi del vecchio continente sono più rigorose per quanto riguarda la raccolta e la gestione dei dati degli utenti, il che rende più difficile per le aziende tecnologiche lanciare nuovi prodotti nel mercato europeo.

 

L’arena dei miliardari

Si stima che Zuckerberg abbia un patrimonio di 100,8 miliardi di dollari, mentre Musk di 239,1 miliardi di dollari. In un mondo in cui i miliardari si sfidano a colpi di satelliti e auto elettriche, i due giganti del web sembrano aver trovato un nuovo campo di battaglia: l'arena del social media e, si mormora, un possibile incontro-scontro fisico nell'ottagono. Chi l'avrebbe mai detto? Questi due titani della tecnologia, abituati a sfidarsi con algoritmi e rocket, sono pronti a sporcarsi le mani, nel vero senso della parola.

“Un duello all'ultimo tweet”, come è stato ribattezzato dai media, ha avuto inizio quando Musk ha twittato, con una noncuranza quasi teatrale, che era pronto a “combattere in una gabbia”. A quanto pare, il gigante della tecnologia non si accontenta di conquistare Marte, vuole anche il mondo dei social media, e con esso, il cuore del “nemico”, Zuckerberg.

Zuckerberg, da parte sua, non ha fatto altro che alzare la posta in gioco, rispondendo con un lapidario “mandami la posizione”, un omaggio, pare, alla stessa frase lanciata dal campione Ugc Khabib Nurmagomedov a Conor McGregor nel 2018. Chissà se l'epica risposta di McGregor - “Inviato, fratello” - farà da preludio a un simile confronto tra i due colossi della tecnologia?

E ovviamente, non sarebbe una vera sfida se non ci fossero scommesse in gioco. Il sito di scommesse DraftKings ha pubblicato le quote per un possibile scontro, e sembra che Zuckerberg sia il favorito. In effetti, dovrete scommettere ben 160 dollari su Zuckerberg per ottenere un profitto di 100 dollari, mentre una scommessa di 100 dollari su Musk porterebbe un profitto di 140 dollari.

Johnny Avello, direttore delle operazioni sportive di DraftKings, ha giustificato le sue quote in un post sul blog del sito, elencando i punti di forza di ciascun miliardario. Zuckerberg, 12 anni più giovane e con un buon livello di forma fisica, ha un bagaglio di Brazilian Jiu-jitsu alle spalle, mentre Musk vanta esperienza in taekwondo, karate, judo e Jiu-jitsu. Certo, nessuno dei due ha mai lanciato un satellite a mano, ma si sa, nella vita bisogna essere pronti a tutto.

Insomma, amici lettori, appassionati di tecnologia e social media, preparatevi a vedere questi due miliardari dare sfogo ai loro muscoli non solo nel mondo digitale, ma anche in quello reale. Chissà, forse il prossimo tweet di Musk sarà “allenamento finito. Pronto per il match” o vedremo Zuckerberg twittare un selfie con i guantoni da boxe. Ora, l'unico dilemma è: su chi scommettere?

 

*giornalista professionista, docente di Filosofia, Storia, Scienze Umane e Tecniche della Comunicazione con Perfezionamento post-laurea in Tecnologie per l’Insegnamento e Master in Comunicazione Digitale

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