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L'Afghanistan e l'inganno dell'Occidente

Lo scrittore Enaiatollah Akbari indica le responsabilità di chi ha cosentito il facile ritorno dei talebani nel suo Paese, tradendo le tante promesse di libertà e democrazia

di Francesco Pungitore

 

Sedotti e abbandonati. O, ancora peggio, traditi, ingannati. Si sentono così gli esuli afghani, dopo il clamoroso e repentino crollo della loro fragile democrazia. Una delusione di cui si fa interprete il giovane scrittore Enaiatollah Akbari, la cui storia straordinaria è ormai un bestseller  mondiale (“Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda). Da anni trapiantato a Torino, con il libro “Storia di un figlio. Andata e ritorno” Akbari ha dato seguito a quel primo racconto biografico, contribuendo a mantenere sempre viva l'attenzione dell'opinione pubblica italiana sul suo Paese. Una testimonianza che, oggi, diventa ancora più importante. Nel suo tour itinerante di incontri con i lettori, Enaiatollah Akbari rende evidente il dramma che sta vivendo il suo popolo.

Nelle sue parole emerge il coraggio degli Afghani: uomini, ma soprattutto donne, che avevano fortemente creduto nelle promesse di libertà dell'Occidente, salvo poi ritrovarsi, tragicamente, sotto lo stesso giogo di quel fanatismo talebano che si immaginava, oramai, sconfitto. Un “inganno” maturato nel tempo, secondo lo scrittore nato in un villaggio a pochi chilometri da Kabul, che chiama direttamente in causa gli Stati Uniti e i loro alleati. Infatti, afferma Akbari, se il sogno della democrazia in Afghanistan è fallito, le cause vanno ricercate non tanto nella forza o nel consenso popolare delle frange musulmane più radicali, quanto in quella classe politica incapace e corrotta alla quale, di fatto, gli Usa avevano consegnato le redini della nascente Repubblica. Un gigante dalle gambe d'argilla, tenuto in piedi solo dalla stampella della presenza militare occidentale. E infatti, è bastato che il comando a stelle e strisce lasciasse libero il campo. In pochi giorni, l'Afghanistan è ripiombato nel buio dell'estremismo islamico. A nulla è valso il sacrificio di tanti eroi dimenticati. Come il maestro di Akbari, assassinato per essersi opposto ai talebani che gli imponevano di chiudere quella scuola umida, polverosa, senza vetri alle finestre, nella quale, comunque, garantiva un'istruzione a tanti ragazzi poveri come Enaiatollah. O come le donne che si erano potute finalmente aprire al lavoro e allo studio, confidando in un futuro migliore. Le persecuzioni e l'oscurantismo di cui adesso sono vittime inchiodano tutti noi, l'intero Occidente, alle proprie responsabilità.

BIBLIOGRAFIA:

Nel mare ci sono i coccodrilli, di Fabio Geda (Baldini + Castoldi)

Storia di un figlio, di Fabio Geda e Enaiatollah Akbari (Baldini + Castoldi)

 

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