società, filosofia, scienza, etica e politica
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Csi, (fanta) scienza e poca realtà

Non esistono tecniche investigative infallibili, si salva solo il Dna

La scienza può essere usata come arma di lotta al crimine? In televisione è così. Ma nella realtà? Le scienze forensi, in verità, non hanno tutto questo incredibile successo, come nel piccolo schermo. Come spiega Wired.it, le complicate analisi rappresentate nelle serie televisive stile Csi non trovano grande riscontro nella vita di tutti i giorni. Molti pensano che le tecniche utilizzate nelle fiction per incastrare i criminali siano accuratamente presentate. Invece, spesso e volentieri, gli sceneggiatori vanno di fantasia, per esempio inventandosi analisi impossibili per le tecnologie attuali. Nei vari Csi e simili si nota come tutti i casi vengano risolti grazie al ritrovamento di prove fisiche che risultano schiaccianti nel collegare un sospettato alla scena del crimine. Quindi risulta facilissmo identificarlo come colpevole. Ma diverse analisi delle scienze forensi, che la televisione ci ha reso ingannevolmente familiari, sono in realtà assolutamente inaffidabili. Già nel 2009 un rapporto commissionato dal dipartimento di Giustizia americano aveva evidenziato che solo l’analisi del Dna nucleare è potenzialmente in grado di stabilire un affidabile collegamento tra una prova e un singolo individuo. È infatti grazie a questo potente strumento che la no-profit Innocence Project dal 1992 è riuscita a provare l’innocenza di molte persone condannate in base a discutibili prove spacciate per scientifiche. Insomma, quando nelle serie Tv vediamo i criminologi arrestare un sospettato solo perché ha perso una piccola fibra durante il delitto, identificata grazie anche al supporto di un ipertecnologico database, in quei casi è la finzione a prevalere. Le uniche prove veramente schiaccianti, è bene ribadirlo, sono i riscontri del Dna, che ha una percentuale di errore praticamente pari a zero, oltre alle solite impronte digitali. Ma trovare impronte digitali identificabili non è affatto così comune come sembra, mentre nella quasi totalità dei casi di Dna non vi è la minima traccia. Come ha avuto modo di ribadire Stefano Vanin, Reader in Forensic Biology alla University of Huddersfield, «il problema di telefilm come Csi è che l'entomologo arriva sulla scena, raccoglie qualche prova, fa tutti gli esami possibili e immaginabili e come un super eroe risolve il caso e addirittura “giustizia” il colpevole. Nella mentalità comune c'è l'idea che esista sempre il tassello chiave. Nella realtà il tassello chiave non esiste perché tutti i nostri costrutti ci porteranno a rafforzare o demolire un’ipotesi. Ma nessuna scienza forense è esente da errori. Nello stabilire l'epoca della morte, è il medico legale quello che gioca il ruolo principale sulla scena del crimine, è lui che raccoglie il materiale sul campo, e lo passa agli entomologi che lo studieranno». Insomma, bisogna sicuramente sfatare alcuni miti o in ogni caso ridimensionare la percezione mediatica su questa scienza, dovuta soprattutto all'influenza di serie televisive molto popolari. 

 

rep

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