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Edoardo Savino e l’immensa passione per le moto

“È lo sport più bello di tutti, fa provare emozioni uniche. Il mio sogno? Arrivare in MotoGP”

di Luca Tealdi

 

Continua il percorso di recupero di Edoardo Savino dopo l’infortunio subito in gara 1 della MiniGP a Magione il 25 aprile. Il pilota brianzolo ha vinto nel 2020 il titolo di campione italiano ed europeo in Junior B con le minimoto e nel 2021 è passato alle MiniGP - moto a marce di cilindrata 50, decisamente più grandi - supportato ed appoggiato dal team DPS Racing. Ma la stagione è partita in salita: rimasto coinvolto in un incidente con altri piloti durante la prima gara stagionale del CIV Junior, Edoardo ha riportato lesioni importanti e dopo aver trascorso dieci giorni all’ospedale di Perugia ha iniziato la riabilitazione sottoponendosi a specifiche sedute di fisioterapia, per guarire e tornare a fare della sua passione la sua vita. Il campione di Cascina Gaeta è seguito dal Professor Massimo Del Bene e dal Dottor Daniele Sacchi (fisioterapista di professione), coordinati dalla Dottoressa Lorena Sangiorgi: da quasi un mese si occupano della salute del giovane pilota. “Per un buon recupero- scrive Edoardo sui social - bisogna sempre affidarsi nelle mani giuste!”. La strada da percorrere è ancora lunga e quel che è certo è che Edoardo non potrà tornare in moto prima di agosto, ma seduta dopo seduta e giorno dopo giorno il traguardo è sempre più vicino: “Insieme al Dottor Daniele Sacchi continua la nostra gara più importante, qualche sorpasso lo abbiamo già fatto e siamo in un’ottima posizione, ma è una gara di durata quindi bisogna aspettare il momento giusto!” recita un altro post. Sono parole piene di ottimismo e voglia di rimontare in sella, ma dalle quali emerge la piena consapevolezza di dover prima essere al 100%. L’amore per le due ruote e la passione per le corse di Edoardo non sono mai mancate e non sono mai passate inosservate sin dagli inizi, sin da quel giorno del battesimo in cui ricevette in regalo dallo zio una Harley-Davidson a dondolo in legno e tutto cominciò. Da lì ogni giornata è dondolare avanti e indietro sulla moto, è sognare con gli occhi di un bambino e la passione che brucia il cuore. La bicicletta pedagogica, la prima, con cui Edoardo affronta le discese dello skatepark, va come una scheggia. Poi in un negozio di bici ne vede una rossa marchiata Ducati: è amore a prima vista, manca solo il 46 giallo. È solo questione di tempo. Diventano inseparabili. La prima minimoto elettrica blu, poi quella a motore, la prima vera moto, alla Scuola Motociclismo di Como a quattro anni di età. Le prime gare, i primi campionati, il primo podio e la prima vittoria. Edo è una scheggia, Edo va forte e vince due campionati interregionali. È solo l’inizio: vola in Spagna con il papà Daniele e vince con le Ohvale 110A il campionato CAM. Ma non gli basta, torna in Italia e diventa campione italiano Junior A. Quell’anno vince anche il Trofeo Simoncelli e la Coppa Italia e per poco non diventa campione europeo: ad Assen è secondo. Ci riproverà l’anno dopo, e trionferà ad Adria diventando il più forte in Europa in Junior B. Portato a casa anche il campionato italiano, Edoardo conclude un 2020 da incorniciare e gestito alla perfezione. Ha sconfitto i suoi avversari, ha sconfitto anche gli infortuni, due, subiti. Edoardo, dieci anni compiuti lo scorso 31 marzo, ama le moto e la sua passione è più grande di qualsiasi altra cosa. “Procede il duro lavoro per tornare a fare quel che più amo! Grazie Dottor Daniele Sacchi” si legge in un altro dei suoi post. Edoardo tornerà a stupire nella maniera che gli è sempre riuscita meglio, con un casco in testa, la tuta addosso e la sua moto, compagna di avventure da una vita.

L’intervista a Edoardo Savino

Durante l’intervista telefonica del 27 febbraio concessa a Luca Tealdi Edoardo ha parlato di più temi, di quando si innamorò delle moto a soli quattro anni, della sua prima vittoria e del momento più bello vissuto in sella, fino alle prospettive per il futuro. “Mi innamorai delle moto quando avevo quattro anni. Ero con mio papà a Desio in una carrozzeria, lì sopra un mobile tutta impolverata vidi una minimoto elettrica. Chiesi subito a mio papà di prendermela”. Sarà poi proprio il papà Daniele Savino a portarlo per la prima volta alla scuola di motociclismo “Lorenzo Competición Como” nell’ottobre del 2015: in questa struttura Edoardo muoverà i suoi primi passi in moto fino a diventare il campione che è oggi. “È il luogo perfetto per allenarsi” ha detto.

Riguardo alla sua prima vittoria Edoardo non ha saputo trattenere la gioia: “La prima volta sul gradino più alto del podio è speciale, è stata un’emozione forte”. E dopo l’obiettivo è stato di continuare in quella direzione ed evidentemente ci sono riusciti, basti guardare i risultati raggiunti a soli dieci anni in appena cinque anni di corse.

Nel 2020 non sono mancati gli infortuni: “A febbraio nel 2020 eravamo a Crevoladossola e sono caduto sul bagnato. Mi sono fratturato un osso del polso destro. Sono rimasto fermo per un mese e mezzo e non ho potuto allenarmi proprio nel periodo dove era importante farlo”. Ma nonostante ciò Edoardo non ha mollato ed è riuscito ugualmente a vincere il titolo, anzi i titoli: a settembre è diventato campione italiano e campione europeo classe Junior B con il team DPS Racing.

“Il mio momento preferito in moto è l’ultima gara dell’europeo ad Adria - spiega. In gara 2 era asciutto, io ero tranquillo in testa e ho iniziato a tirare. Ma sono caduto e il manubrio si è storto. Ho provato a raddrizzarlo e sono ripartito. Ho ripreso il primo, l’ho superato di nuovo e ho vinto. È stata una emozione pura”.

Edoardo ha in seguito parlato del suo sogno: “Arrivare in MotoGP. Come piloti mi piacciono molto Morbidelli e Bagnaia, per quanto riguarda lo stile di guida mi ispiro a Marc Márquez”. Ma il primo pilota che ha conosciuto è stato Fabrizio Pirovano, al quale si ispira che aveva consigliato al papà di portarlo sempre in pista affinché potesse crescere al meglio come pilota. 

Il pilota brianzolo ha concluso mostrando tutto l’amore che prova verso questo sport: “È il migliore di tutti, fa provare emozioni uniche al mondo”.

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