società, filosofia, scienza, etica e politica
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«Il nuovo Principe? Oggi è Mario Draghi»

L'ex ministro socialista Valdo Spini analizza il declino della buona politica

di Francesco Pungitore

 

«A chi mi chiede se ci sia, oggi, un Principe sulla scena, nel senso indicato da Machiavelli, dico che c'è. Probabilmente, se si guarda ai poteri di fatto, il Principe è Mario Draghi, perché ha in mano le leve economiche e monetarie. Draghi, però, è un super qualificatissimo burocrate, non un  politico...». 
L'analisi, caustica, pungente, è di Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli di Firenze, ex ministro e autore del libro “La buona politica. Da Machiavelli alla Terza Repubblica. Riflessioni di un socialista” edito da Marsilio, con prefazioni di Carlo Azeglio Ciampi e Furio Colombo. Un volume nel quale Spini racconta la sua lunga militanza, iniziata nel lontano 1962, folgorato ancora bambino da un’orazione di Tristano Codignola in onore di Pietro Calamandrei, e proseguita poi nella corrente lombardiana per una lunga vita: consigliere comunale, deputato, sottosegretario, ministro. Spini oggi si interroga sul destino della nostra democrazia, senza nascondere illusioni e disillusioni.


Iniziamo dal titolo e da quel richiamo alla “buona politica”...
Il titolo è provocatorio, naturalmente. Che ci sia un distacco tra cittadini e politica è evidente a tutti e le cause sono profonde. A questo disagio si può rimediare in due modi a mio avviso: o recidendo tutte le radici con il passato, oppure individuando le radici del passato che funzionano e che possono avere ancora una attrattiva per il futuro. Faccio un nome per tutti: Sandro Pertini, un uomo che ha incarnato la buona politica. Questo libro, dunque, si fonda su tre pilastri. Il primo consiste nel cercare di rivendicare ancora un ruolo per la politica, perché a volte i nostri governanti sembrano al volante di macchine di cui non controllano più né la frizione, né il freno e né l'acceleratore. Il secondo è anche quello di narrare una vita politica che aveva cercato, nel mio caso, di individuare i mali di Tangentopoli ben prima che Tangentopoli si verificasse. Il terzo ci dice che occorre una grande ripresa di partecipazione. Il punto fondamentale è che ci si riassoci, volendo bene alla gente. Come faceva Pertini! E in questo modo, riproducendo una selezione della classe politica che oggi sembra veramente un po' in crisi.


Lei cita Machiavelli, ma chi è (se c'è) oggi il Principe cui fare riferimento?
Questa è una domanda molto maliziosa. Probabilmente, oggi, se si guarda ai poteri di fatto il Principe è Mario Draghi, perché ha in mano le leve della politica economica e monetaria. Draghi, però, è un super qualificatissimo burocrate e, quindi, vuol dire che la politica ha ancora tanta pappa da mangiare per rifarsi. E il mio libro cerca di spingere proprio in questa direzione.


Si avverte la mancanza di un partito socialista nel nostro Paese?
Assolutamente sì, nel senso che il Partito Socialista, nella sua parte positiva, riusciva ancora ad esprimere una tensione forte nei confronti delle riforme profonde di cui il Paese aveva bisogno ma senza mai allontanarsi da quei valori di solidarietà e di comunità che reputo altrettanto necessari.


Renzi oggi regge le redini del Governo e proprio contro Renzi lei incrociò il fioretto tanti anni fa alle elezioni comunali di Firenze...
Nel 2009 Renzi non vinse al primo turno per la presenza di un terzo incomodo... che era la mia candidatura! Non fu molto capita, se pensiamo che Sel, all'epoca, appoggiò Renzi. Però io volevo, appunto, affermare quei valori di cui dicevo prima e, cioè, la possibilità di avere un atteggiamento fortemente riformatore ma senza perdere di vista i valori tradizionali della sinistra riformista.

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