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Il male oscuro del Movimento: i portavoce che diventano “Casta”

“Lei non sa chi sono io”... così i grillini scordano le loro origini

di Francesco Pungitore*

 

Raccontano le cronache di Facebook (vedi anche post in basso) che una portavoce del Movimento 5 Stelle, avendo saltato il proprio turno al banco salumi di un noto market del Soveratese, in Calabria, sia esplosa in una serie di invettive contro il malcapitato commesso, sbraitando senza freni e tirando fuori dal cilindro il famigerato: “Lei non sa chi sono io”. Un episodio quasi analogo era capitato, qualche mese fa, in Sardegna. Ecco, al netto di alcune scelte strategiche sbagliate a livello nazionale, proprio questo è il male oscuro che sta divorando, dal basso e dall'interno, la compagine grillina: i parlamentari eletti che diventano “Casta”. L'idea, insomma, che i cittadini non siano tutti uguali, perché ce ne sono alcuni che, per grazia ricevuta, hanno avuto il privilegio di diventare “più uguali” degli altri (citazione orwelliana). Hanno dimenticato le loro origini, da dove vengono e perché sono stati mandati a Roma: non certo per scaldare poltrone, stringere accordi personali e affari di potere, ma per rappresentare bisogni e istanze popolari. E invece, il famoso motto dell'uno “che vale uno” per tanti, per troppi, non esiste più, come si evince anche dalle recenti votazioni online sulle milionarie piattaforme della ditta Casaleggio. Quell'uno, adesso, per alcuni “vale zero”. Lo dimostrano le vicende appena citate, ma anche la distanza siderale che i parlamentari (non tutti, ovviamente) hanno scavato con la base del Movimento in questo anno di legislatura. 

Lontanissimi dai territori, sradicati dal contesto, schiacciati su tutti i fronti dall'organizzata macchina partitica leghista, presenti solo in qualche sparuta nota stampa asettica e puerile, adesso si vedono ricomparire, piano piano, alla vigilia delle Europee e delle Regionali. Appuntamenti con le urne che, a giudicare dai pronostici, saranno entrambi dei flop per le truppe di Di Maio & Co. Tutt'altra storia quella della Lega, in grande spolvero secondo tutti i sondaggi. Condizioni che, mescolate insieme, fanno maturare il “rischio” più che probabile di elezioni politiche anticipate, in vista di una riproposizione dell'alleanza sovranista e di centrodestra alla guida del Paese. Ma, forse, è proprio questo ciò che, oggi, serve come il pane al Movimento. Un bel bagno di umiltà, risanatore, purificante, ricordando la bella e calzante immagine della superbia che andò a cavallo ma tornò, mestamente, a piedi. E per l'Italia tutta, sarà sicuramente un bene che tanti, improvvisati deputati e senatori tornino, in tutta fretta, alle loro anonime faccende quotidiane di sempre.

 

*direttore "Essere&Pensiero"

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