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Coltivazioni Ogm, l'Europa dice "no"

Mobilitazione dei singoli Stati per vietare contaminazioni

Coltivazioni OGM bandite dal suolo europeo. Oltre all’Italia sono dieci i Paesi (Austria, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Olanda e Polonia e quattro regioni, Vallonia, Scozia, Irlanda del Nord e Galles) che hanno già formalmente notificato alla Commissione Ue la volontà di vietare le coltivazioni OGM in base alle nuove regole comunitarie (la Direttiva 2015/412). In arrivo anche le notifiche di Danimarca, Germania, Slovenia e Bulgaria. Questo significa che, dati alla mano, 15 Paesi e 4 Regioni, pari al 65 per cento della popolazione dell’Unione Europea e al 66,2 per cento della terra coltivabile hanno già scelto di vietare gli OGM sul proprio territorio! Al bando finisce quindi non solo l’unico OGM autorizzato per la coltivazione in Europa, il mais della Monsanto MON810, ma anche i sette mais OGM per i quali è stata chiesta l’autorizzazione della coltivazione in Europa. Il prossimo passo? Secondo Greenpeace: "Bloccare l’approvazione di nuovi OGM e rivedere completamente il processo di valutazione dei rischi e di autorizzazione degli OGM a livello europeo". Tutto questo accade a pochi mesi dalla sentenza di assoluzione per 23 attivisti Greenpeace che nel 2010 erano intervenuti per impedire la contaminazione causata da coltivazioni illegali di mais OGM. La storia risale a cinque anni fa, quando si è diffusa la notizia di campi seminati illegalmente con mais geneticamente modificato (MON810 della Monsanto). Di fronte al pericolo di contaminazione da OGM e considerato che nessuno stava impedendo quello che accadeva, gli attivisti avevano prelevato e analizzato alcuni campioni di mais, scoperto l'esatta posizione dei campi e successivamente isolato e messo in sicurezza la parte superiore delle piante che stavano già disperdendo il polline delle colture geneticamente modificate. Gli attivisti hanno solo fatto ciò che avrebbero dovuto fare le autorità preposte – difendere l'ambiente, eppure nel gennaio del 2012 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone aveva emesso un decreto penale di condanna nei confronti di 23 attivisti per oltre 86 mila euro! Così è cominciato il lungo procedimento: questa sentenza non solo conferma che l'intervento era legittimo, ma è un'ulteriore sconfitta del fallimentare modello di agricoltura industriale di cui gli OGM sono un emblema! Nel giorno dell’assoluzione degli attivisti, anche l’Enciclica di Papa Francesco solleva seri dubbi sull’utilizzo di OGM in agricoltura: “L’estendersi di queste coltivazioni distrugge la complessa trama degli eco­sistemi, diminuisce la diversità nella produzione e colpisce il presente o il futuro delle economie regionali. In diversi Paesi si riscontra una tendenza allo sviluppo di oligopoli nella produzione di sementi e di altri prodotti necessari per la coltiva­ione.”

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