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Perché la Germania apre le porte ai profughi

Aiuteranno l'economia tedesca a crescere

E' straziante la foto, ormai notissima, di Aylan, il bimbo rifugiato, senza vita, trascinato dalla corrente su una spiaggia della Turchia. Indossa una T-shirt rossa e dei pantaloncini blu che arrivano sotto al ginocchio. È fuggito da casa, dove non era voluto, ha cercato rifugio su un'isola che non lo voleva ed è morto su una riva squallida e anonima di quel continente europeo che cullava i suoi sogni più belli. La foto di Alyan, le immagini del suo corpo senza vita che viene sollevato da un militare turco evidentemente sconvolto, sono state definite “simbolo del dramma nell’Egeo” da alcune delle più importanti testate internazionali, come il quotidiano britannico The Independent, il francese Le Monde, la testata spagnola El Paìs e persino dal quotidiano simbolo degli Stati Uniti, The New York Times: molti sembrano concordi sul fatto che Francia, Italia e Germania debbano smettere di parlare di quote e numero proporzionato da accettare e che sia giunto il momento di abbattere i muri costruiti ai confini con l’Ungheria. Se esiste un modo per rendere giustizia al piccolo Alyan Kurdi, non è inserire l’immagine del suo corpo riverso sulla spiaggia di Bodrum nei libri di storia per ricordarne la tragedia, ma mantenere viva la voglia di aiutare concretamente i siriani in fuga dalla guerra senza più fingere di non vedere affondare le loro navi e morire i loro figli.

La Germania lo sta già facendo. Il governo tedesco della cancelliera Angela Merkel ha annunciato che stanzierà altri 3 miliardi per la gestione dell'assistenza ai profughi in fuga dalla Siria, che si vanno a sommare agli altri 3 miliardi già preventivati dal Bundestag per il 2016. La Germania spenderà, quindi, l'anno prossimo un quarto di punto del suo pil per affrontare l'emergenza immigrazione, dopo che la scorsa settimana Berlino ha aperto "illimitatamente" le sue frontiere ai profughi, unendosi nella decisione all'Austria. Per alcuni osservatori, le sfide demografiche che attendono la Germania sono in cima alla lista delle ragioni di questo atteggimento tedesco. Berlino, rimarca Open Democracy, affronterà a breve e lungo termine due problemi: “Il bisogno di lavoratori qualificati e l’invecchiamento e il calo della popolazione”. Non si tratta di piccoli numeri. L’economia tedesca, prosegue l’analisi, “deve affrontare un deficit di circa 2 milioni di lavoratori entro il 2020. Diversi studi suggeriscono che siano necessari circa 400mila immigrati qualificati all’anno per mantenere” efficiente l’economia. E per farlo è “necessario incrementare l’immigrazione”.

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