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Medicina antroposofica

Un ampliamento della medicina convenzionale

La comprensione antroposofica della costituzione umana (suddivisa in corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e io) produce una serie di applicazioni pratiche che toccano diversi campi di attività: dall'arte alla pedagogia, dalla agricoltura alla medicina. E non solo. Ma soffermiamoci sulla medicina antroposofica, codificata per la prima volta nel volume “Fondamenti per un ampliamento della terapia”, frutto della collaborazione tra Rudolf Steiner e il medico olandese Ita Wegman. Un volume più recente che spiega e analizza la cura del corpo, dell'anima e dello spirito secondo il metodo steineriano è stato pubblicato dalla Red Edizioni, a cura di Michael Evans e Iain Rodger, dal titolo “Medicina antroposofica”. Evans è un noto medico antroposofico inglese. Rodger è un giornalista della Bbc. Insieme, con terminologia semplice e divulgativa, hanno illustrato i principali concetti di una pratica che mira “all'ampliamento dell'arte medica”, considerando la malattia non solo negli aspetti fisico-sensibili, ma anche e soprattutto in quelli spirituali, sovrasensibili. Ed ecco il quadro che viene delineato nel testo in questione, per grandi tracce di riferimento. Il nocciolo centrale da cui scaturisce l'indagine medica antroposofica è lo studio complessivo del fenomeno della vita, in tutti i suoi processi: la circolazione dei fluidi, la digestione, l'attività delle ghiandole, ecc. Processi che l'antroposofia non considera in termini puramente materiali ma come espressione di principi spirituali che, come tali, devono essere compresi. “L'elemento vitale di un organismo – scrivono Evans e Rodger – non potrà mai essere compresso con l'analisi dei componenti materiali dell'organismo stesso”. L'elemento vitale cos'è? Non è altro che il corpo eterico, ovvero quella forza di natura soprasensibile, dunque invisibile ai sensi ordinari, che si oppone al decadimento del corpo fisico e risulta particolarmente attiva nei processi di crescita, rigenerazione e nutrizione dell'uomo, così come delle piante e degli animali. “Finché è presente l'elemento vitale – spiegano i due autori inglesi – l'organismo conserva un alto grado di organizzazione. Quando questo elemento viene meno, la materia ricade in uno stato disorganizzato”. Così agisce il corpo eterico, l'elemento vitale che dà forma e funzioni superiori e complesse alla materia del corpo fisico. “L'elemento vitale, o corpo eterico, è costituito dalle forze formative che governano l'organizzazione del corpo fisico” sottolineano  Michael Evans e Iain Rodger. Ma il corpo eterico non solo “organizza” e “dà forma”. Suo compito fondamentale è, anche e soprattutto, quello di mantenere, riparare e riorganizzare la struttura fisica. E' la forza immateriale che cerca sempre di mantenerci sani, che stimola i nostri processi di autoguarigione e si oppone alla morte del corpo fisico. Le forze eteriche sono forze spirituali e non fisiche. Quando penetrano nel mondo fisico vi portano ordine e forma, in quanto forze formative dotate di un limitato potenziale creativo. “Nel mondo fisico, l'ordine tende a degenerare in caos e solo l'intervento ordinatore del corpo eterico può invertire questa tendenza” schematizzano Evans e Rodger. Se, dunque, il corpo eterico ha il compito di dare forma al corpo fisico e di mantenerlo in salute, da dove scaturisce l'altra forza, quella che gli si contrappone? La risposta è: dal corpo astrale. Il corpo astrale, sede della vita interiore e della coscienza del mondo esterno, ha un effetto catabolico sul corpo fisico. L'attività del corpo astrale “brucia”, potremmo dire, la materia fisica, mentre il corpo eterico è la sostanza della vita. Se queste due forze si controbilanciano, si ha un corpo fisico sano. In caso contrario, uno squilibrio tra attività del corpo eterico e attività del corpo strale porta alla malattia. “C'è un fine equilibrio nella relazione tra i corpi fisico, eterico e astrale, e la malattia è proprio il risultato della rottura di questo equilibrio” argomentano  Evans e Rodger. Fondamentale per mantenere l'equilibrio tra processo distruttivo e processo rigenerativo è la regolare alternanza tra lo stato di veglia e quello di sonno. Durante il sonno, infatti, il corpo astrale “abbandona” il corpo fisico, permettendo al corpo eterico di lavorare indisturbato. In conclusione “per la concezione antroposofica esiste un delicato equilibrio tra processi che producono coscienza e hanno un effetto distruttivo sul corpo fisico, e processi di sintesi, rigenerativi, che mantengono e perpetuano la vita e lo stato di salute”. Scopo principale della medicina antroposofica è, dunque, quello di stimolare le forze di risanamento presenti nel paziente stesso, le forze vitali e formative, ampliando il raggio d'azione della medicina convenzionale, senza contrapporsi ad essa ma fornendo una visione più completa dell'essere umano da un punto di vista scientifico-spirituale. 

 

Francesco Pungitore

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