società, filosofia, scienza, etica e politica
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L'alimentazione in senso antroposofico

Proteine, grassi, carboidrati e sali: tutto è presente nei vegetali

“La gente oggi semplicemente non sa come si nutrono l'uomo e gli animali, per tacere delle piante; crede che la nutrizione consista nell'ingerire le sostanze del mondo che ci circonda: si prendono, si mettono in bocca, e così giungono alla stomaco; una parte viene poi depositata nel corpo e un'altra viene eliminata. Poi si consuma la parte che è stata depositata, anche questa viene infine eliminata e di nuovo sostituita. Oggi ci si rappresenta il processo nutritivo in questo modo del tutto esteriore, ma non è così. In realtà […] ciò che viene accolto per la via dello stomaco scorre verso l'alto e trova utilizzazione nella testa, mentre ciò che viene accolto per mezzo della testa e degli organi sensori dall'aria e dal più vasto ambiente circostante scorre a sua volta verso il basso e va a costituire gli organi digerenti o il sistema delle membra […] l'uomo è così composto di sostanza cosmica”. Basterebbe solo questo breve commento, contenuto nel libro “Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura” (Editrice Antroposofica), per avere un'idea di massima della complessità del rapporto uomo-alimentazione secondo Rudolf Steiner. Un approccio più semplice si riscontra nel volumetto “Alimentazione per vivere sani” (Edizioni Rudolf Steiner), all'interno del quale il fondatore dell'Antroposofia esemplifica molto l'argomento. Si tratta, in effetti, di un breve testo che riassume, in poco più di cento pagine, i contenuti di un ciclo di conferenze che Steiner tenne di fronte a persone semplici, a operai. Il fuoco centrale dei suoi interventi è la questione alimentare, ovvero “la questione del rapporto della nutrizione con il mondo spirituale”. In termini molto schematici, Steiner spiega l'alimentazione umana e i suoi effetti. L'uomo, in estrema sintesi, vive di proteine, di grassi, di carboidrati e di sali. Questo è tutto ciò che necessita all'uomo per vivere e ogni elemento ha una sua specifica relazione con le attività che l'uomo svolge. Partiamo dai sali ed ecco ciò che dice Steier: “Noi saliamo i nostri cibi non solo per riceverne, diciamo, un gusto piacevolmente salato: la ragione per cui noi saliamo i nostri cibi è che solo così possiamo pensare. I sali devono giungere come alimento fino al cervello per permetterci di pensare. Essi hanno a che fare più di ogni altro cibo con il nostro pensiero”. Passiamo ai carboidrati: “Essi contribuiscono in particolare al fatto che noi uomini possediamo la forma umana. Se non mangiassimo carboidrati, la forma umana subirebbe tutte le possibili distorsioni”.  I grassi: “Fanno in modo che dove i carboidrati costituiscono la forma, per così disegnano nell'aria il progetto, il grasso lo riempie di materia. Esso serve a far sì che noi ci riempiamo di materia nel modo giusto”. Quanto alle proteine: “Sono ciò che veramente dà forma, sviluppa l'essere umano. Sono l'elemento originario, il fondamento. Solo a partire dalle proteine si forma tutto il resto del corpo”. Una volta fissate le basi dell'alimentazione, Steiner procede nella descrizione del processo della digestione. Tutto passa dallo stomaco, ovviamente, ma tutto viene altresì rimandato alla testa in termini di “forze” che, poi, si riposizionano lì dove serve. Così, le proteine vanno a lavorare sulla formazione del corpo fisico, i grassi sul corpo eterico, i carboidrati sul corpo astrale e i sali sull'io. Ma dove trova, l'uomo, questi elementi? Essenzialmente, dal mondo vegetale. Lì c'è proprio tutto. Se prendiamo una pianta e la capovolgiamo, abbiamo una perfetta corrispondenza simmetrica tra i nostri organi, le nostre funzioni, e ciò che dobbiamo mangiare. Abbiamo detto che la testa ha bisogno dei sali? Ebbene, i sali stanno nelle “radici” (le carote, ad esempio). “La carota - scrive a tale proposito Steiner - è adatta prevalentemente come nutrimento per la testa. Se perciò talvolta sentite di avere la testa debole, un debolezza di testa, un vuoto nel cervello, se sentite di non riuscire a pensare bene, è una buona cosa se per un certo periodo ci mettete carote nell'alimentazione”. Qui occorre fare attenzione al fatto che la patata non è una radice: è un tubero, un rizoma. Non va, quindi, inclusa nella categoria precedente. Anzi, per certi versi l'Antroposofia ne sconsiglia, addirittura, il consumo per la sua complicata digestione e i suoi conseguenti effetti. La patata è, pertanto, un nutrimento “in senso negativo”. Se procediamo un po' di più verso la “foglia” del vegetale, troviamo i carboidrati di cui abbiamo bisogno e che agiscono sul sistema polmonare: polmone, gola, palato. E' il caso delle graminacee: grano, segale. I carboidrati dei cereali (come il pane integrale) sono il meglio per l'uomo in termini di forze che egli dà al corpo per affrontare il lavoro e il movimento. Anche i grassi si trovano nella pianta e, più in particolare, in ciò che la pianta dà come “foglie”, come verdura. Più le foglie sono verdi e più sostanza grassa forniscono. “Quando mangiamo la foglia, - spiega Steiner - che ci fornisce in particolare il grasso della pianta, ci rafforziamo nel cuore e nel polmone, nell'uomo medio, nel torace”. Infine, per nutrire il corpo inferiore, compresi gli organi della nutrizione, l'uomo ha bisogno di proteine e questo elemento è contenuto nel fiore e nel frutto della pianta. Ecco il nostro albero capovolto: ciò che sta sotto (la radice) nutre la testa, ciò che sta in mezzo (la foglia) nutre il torace, ciò che sta fuori (i frutti) nutre il corpo inferiore. Una alimentazione sana e completa in termini antroposofici è tale se è mista, ovvero composta di radici, foglie e frutti. 

 

Francesco Pungitore

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